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L'opera di Giuseppe Arcimboldo detto l'Arcimboldi
L'inverno 1563 olio su tavola; 66,6 x 50,5 Vienna, Kunsthistorisches Museum Arcimboldi eseguì due serie di cicli di Elementi e Stagioni per la corte praghese, che, alla luce del ritrovamento di una serie di manoscritti provenienti dall’entourage di corte del pittore, sono state lette in chiave allegorico-celebrativa del reame. In particolare, un poema composto dal milanese Giovanni Battista Fontana, detto Fonteius, ha per oggetto proprio le famose serie che si baserebbero su un sistema di corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo. I vari elementi, prendono forma umana per visualizzare il dominio della casa d’Austria sull’universo e sul tempo, nella persona del sovrano, adombrato nei profili dei ritratti. La Primavera, insieme all’Autunno, guarda verso sinistra, è mostrata nel periodo della prima giovinezza, con un viso traboccante di fiori, L’Estate come adolescente, L’Autunno come persona anziana e barbuta, L’Inverno come vecchio con una barba rada e incolta e la pelle-corteccia avvizzita. Sul piano figurativo, oltre all’influenza della cultura figurativa d’oltralpe, Arcimboldi sembra dimostrare un’approfondita conoscenza dell’opera di Leonardo, alle cui caricature rimanda da vicino la personificazione dell’Inverno. Inoltre l’intreccio di rami che fa da capigliatura-corona all’anziana allegoria ricorda da vicino quello della Sala delle Asse a Milano.
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