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Lo spirito gotico
L'arte austriaca assume caratteristiche definite assai tardi. Nel XII sec. penetrano nella scultura e nella pittura i primi influssi italiani, mentre si diffondono anche le forme del romanico sassone. Lo spirito gotico si afferma soprattutto nell'opera del duomo di Vienna, assai importante anche per lo sviluppo della scultura, il cui massimo esponente fu Michele Pacher. Nel primo Rinascimento si forma il cosiddetto stile danubiano, diffuso da artisti non austriaci, l'Altdorfer e il Cranach. L'architettura del primo Seicento, sobria ed elegante, conserva ancora l'impronta italiana (Carlone, Carnevale). Segue poi uno stile più propriamente austriaco, spiccatamente decorativo. Fra gli architetti si distinguono Fischer, Jadot e Hildebrandt; fra gli scultori Donner, Mattielli, Permoser e Stammel; fra i pittori Maulbertsch, Rottmayr e Troger. L'Ottocento è tipicamente rappresentato dalla 'piccola arte' borghese dello stile Biedermeier con la pittura narrativa naturalistica. Nella seconda metà del secolo si arriva a un particolare eclettismo architettonico contro il quale reagirà O. Wagner e la secessione di Vienna, mentre in pittura dominano il simbolismo di Klimt e l'espressionismo di Schiele e Kokoschka. Tali contributi austriaci alle avanguardie storiche sono rievocati in chiave attuale eminentemente dal pittore e architetto F. Hundertwasser, mentre la maggior figura della scultura contemporanea austriaca, aspra nella sua sintesi figurativa neoprimitiva, è quella di F. Wotruba. Negli anni Settanta, con artisti come A. Rainer e H. Nitsch, il fenomeno della body art trova proprio in Austria le sue manifestazioni più violente.
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